La differenza tra l'ultimo anno del liceo e i 4 anni di liceo prima dell'ultimo è che, se fai qualche stronzata o qualche leggerezza come un'assenza collettiva, nei primi 4 anni i professori ti cazziano e dicono che sei uno scioperato, all'ultimo anno sei in qualche modo giustificato. "Ah, vabbè, è all'ultimo anno...". Un'altra differenza sono le ore di orientamento a cui ogni studente ha diritto.
In sostanza, se un giorno hai voglia di darti una ripassata, puoi andare dove vuoi, basta che porti un certificato di partecipazione ad un incontro sull'orientamento per la scelta universitaria e nessuno avrà niente da ridire. Tutto questo giochino per un massimo di 15 (quindici) ore di assenza. Ovviamente, se uno è una persona seria, userà queste ore per qualcosa di utile e veramente produttivo. Io ci provo, nonostante non abbia bisogno di un granchè di orientamento. Infatti, l'altro giorno ho incontrato con i miei compagni di classe uno strano tipo di cui non vi posso dire il nome.
Tale tipo, giovane e in giacca e cravatta, presentava un progetto (di cui non posso fare il nome) per stimolare i giovani allo studio di tecniche di memorizzazione straordinarie e fantastiche che possono farti studiare le cose in poco tempo, e anche darti la laurea senza troppi intoppi nello studio, con bacio accademico, caffè con il professore e cenetta con l'assistente del professore.
Quante volte abbiamo sprecato tempo a studiare pallose pagine di filosofia, di storia e di latino, sognando di poter finire in un istante? Quante volte avremmo voluto avere più tempo a pomeriggio per vedere un filmetto/uscire con la fidanzata/farci una doccia? Ebbene, lui sapeva come fare a realizzare tutto questo.
Per dimostrare le sue doti taumaturgiche, dopo una bella presentazione, dimostra di saper imparare a memoria in 25 secondi e 10 decimi (ne sono sicuro, l'ho cronometrato io) una serie di cifre utilizzando un metodo inventato da Leibniz. Notevole, davvero notevole, sono rimasto sbalordito.
Poi, con aria da Yes Man, ha fatto imparare anche a noi una serie di parole senza senso utilizzando un metodo assurdo. Ci ha costruito sopra una storia stupidissima e ce l'ha recitata ad alta voce, mentre stavamo tutti ad occhi chiusi ad ascoltarlo raccontare. Ed era incredibile, un momento dopo le sapevo tutte a memoria. E se adesso me le chiedete, io ve le so dire tutte in ordine, anche a più o meno 2 settimane di distanza, ve lo giuro.
Finiti i fenomeni da baraccone, di colpo è diventato più serio e ha sfoderato la sua arma segreta e le sue vere intenzioni. Telecomandino per I-netbook alla mano, caccia tabelloni e grafici a torta e lingue di gatto, tutti colorati, in cui si mettevano a confronto le caratteristiche degli studenti italiani con quelli dell'Unione Europea.
In sostanza, ha detto che gli italiani sono scioperati di loro, che pochi ragazzi dopo la scuola continuano gli studi, che di questi solo pochissimi si laureano senza problemi e che la restante parte si laurea fuori corso. Tutti i pochissimi sono geni, noi probabilmente non siamo dei geni, dunque usciremo tutti fuori corso. Però, se seguiamo un corso tenuto da lui ad un modico prezzo non meglio precisato, allora possiamo laurearci coi suoi giochi di prestigio, in poco tempo e senza problemi di fuori corso. E soprattutto ci prepariamo l'interrogazione su Hegel in mezz'ora.
Perchè noi giovani utilizziamo i soldi solo per le Hogan e per le cose stupide, per i film di De Sica e per le caramelle di Lupo Alberto (anche se a me fanno schifo), quindi, una volta tanto, dovremmo dare i soldi a lui per farci insegnare ad imparare le cose a memoria e a cuocere gli spaghetti con l'imposizione delle mani. Sennò andremo tutti a laurearci fuori corso e a vivere con i procioni.
In sostanza, ha fatto dimostrazioni sicuramente efficaci di metodi davvero funzionanti (posso dirlo io stesso) per poter ridurre un po' di tempo dedicato allo studio, utilizzando però la classica tecnica delle televendite.
Pensa alla televendita coltelli miracolosi. Quante volte abbiamo provato a tagliare il pane? Il pesce? La carne? Quante volte abbiamo fatto a brandelli tutte queste cose con i tradizionali coltelli da cucina (immagini in bianco e nero di cibo maciullato da coltelli tradizionali). Ma la soluzione è proprio lì. Basta chiamare per prenotare subito i coltelli delle meraviglie, per fare fette perfette, di qualunque cosa (immagini felici di persone felici che si mettono a giornata ad affettare qualunque cosa gli capiti sotto mano). E il prezzo è pure basso. Basta chiamare, chiamare e prenotare, prenotare il più facile accesso alla felicità.
Lo schema è sempre quello. Prima di tutto, presentare un problema comune a tutti. Poi, presentarne tutti gli svantaggi. Aumentare il problema, instillare preoccupazione, far sentire quasi in colpa. Poi, punto forte, presentarsi con una soluzione, qualcosa di miracoloso che solo eccezionalmente, solo per noi costa pochissimo. Perchè altrimenti saremo tristi, altrimenti continueremo a vivere e a comportarci nella mediocrità.
Ecco, qualunque sia l'intenzione di una persona, qualunque sia la qualità del prodotto che sta presentando, ecco, se la mette in questo modo, io non mi fido. Se fa tutto questo per manipolare magari qualcuno che a scuola non va molto bene, che vorrebbe andare meglio ma non ce la fa nonostante tutti gli sforzi, che è stressato e che si sente in colpa, una persona di questo genere non ha bisogno nemmeno della laurea per fare una cosa così. Lui era laureato, lui magari aveva buone credenziali, buoni propositi, un buon metodo e cose buone. Ma a mio parere questo è decisamente gioco sporco.
Io stesso sono stato molto scettico fin dall'inizio ma, anche rendendomi conto di questo meccanismo, le sue parole erano entrate così tanto nella mia mente che, mentre studiavo per il giorno dopo, me lo sentivo dire: "ma è tutto inutile...la soluzione sono io.", "ti dimenticherai tutto, andrai male, col mio metodo prendi tutti 10...", "ti prenderai la laurea fuori corso, non ce la farai...", e mi distraevo, e mi veniva la rabbia perchè sapevo che non poteva essere vero e perchè mi sentivo manipolato.
Poi ho trovato la soluzione. Poi mi sono messo a pensare, "ma i miei genitori come hanno fatto a laurearsi tutti e due senza uscire fuori corso e tutti e due senza il suo miracolo?". E così la soluzione, l'unico vero prodotto per la felicità: tutti i grandi, o comunque buona parte, io ne sono sicuro, ce l'hanno fatta senza di lui. Sono assolutamente convinto che in questi casi basta solo un po' di buona volontà, solo un po' di grinta e si possono cambiare tantissime cose. Senza nemmeno spendere soldi, ognuno di noi può farcela da solo, può trovare tutto dentro di sé, anche il più sfiduciato e il più depresso. Tutti quanti abbiamo i mezzi per potercela fare, basta solo saperli trovare.
Tutti quanti possiamo essere felici, anche se abbiamo dei coltelli di merda.
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martedì 6 dicembre 2011
lunedì 31 ottobre 2011
A cazzo de cane.
E' risaputo e confermato che il modo migliore di fare un lavoro è quello di utilizzare nel suo svolgimento meno forze possibili per ottenere un risultato maggiore possibile. Ultimamente, altre teorie hanno dimostrato che esiste anche un altro modo per fare un lavoro molto semplicemente. Il metodo è stato brevettato e il suo utilizzo ha raggiunto sin da subito livelli esponenziali. Sto chiaramente parlando del metodo "A cazzo de cane".
Il metodo è stato ideato da un giovane anonimo impiegato di un'anonima grande catena di fast food. L'impiegato si occupava di preparare gli hamburger da servire ai clienti. Ogni volta ne preparava 7-8 da tenere da parte per le ordinazioni. In questo modo, quando un cliente arrivava, veniva subito servito senza aspettare troppo tempo, così come un qualunque cliente si aspetterebbe da un negozio di fast food.
Nelle istruzioni e in quello che gli era stato ordinato, doveva preparare i panini sempre nello stesso modo: alla base la foglia di lattuga, poi due fette di pomodori, poi il pezzo di carne girato due volte nel suo stesso grasso e poi il formaggio. Seguì sempre queste istruzioni, finchè un giorno non si rese conto che cambiare l'ordine degli ingredienti non avrebbe cambiato assolutamente nulla al risultato finale. Così, iniziò a servire i panini con gli ingredienti tutti disposti in un modo diverso dall'altro. Il poveraccio non poteva trovare altro divertimento nel suo strabiliante ruolo di preparatore di panini.
Dopo un po' di tempo, si rese conto che non sarebbe cambiato nulla al cliente se magari avesse tolto al panino una fetta di pomodoro, mezza foglia di lattuga o un'unghia di carne. In fondo, avrebbe ricevuto lo stesso la sua paga di preparatore di panini, il suo camice e il suo trattamento quasi umano. Anzi, avrebbe pure avuto modo di riempirsi un po' lo stomaco e di saltare il pranzo. Così fece. E ogni giorno, per lui andare al lavoro era una festa.
Poi l'idea di brevettare il metodo. Un lampo di genio venuto sù nel momento in cui stava mandando giù un pezzo di carne. Stava svolgendo un lavoro a cazzo de cane, appunto, e questo non stava togliendo assolutamente nulla alla sua paga e al suo trattamento. Si presentò all'ufficio brevetti e la sua idea fu subito brevettata. Il lavoro svolto secondo il metodo "A cazzo de cane" si definisce come un lavoro compiuto con poche forze che comporta un guadagno di qualunque tipo e di qualunque misura il cui importo sia maggiore di zero.
Così, la scienza, la tecnica, e tutti i campi del lavoro da quel giorno hanno iniziato ad usare il metodo "A cazzo de cane". Recentemente, alcuni matematici e fisici hanno cercato di trovare la legge alla base di questo meccanismo. Dopo 10 anni di faticati studi sperimentando in prima persona questo tipo di metodo, purtroppo non sono arrivati ad alcuna conclusione. Gli studi sono stati finanziati da un grande ente di ricerche su questi strani brevetti, il quale ne ha pubblicato gli esiti.
In fondo, anche se non sono giunti ad una legge matematica, i ricercatori stessi sono diventati testimonianza del funzionamento di questo metodo: tutti quanti adesso vivono a Dubai, producono petrolio e mangiano caviale a colazione. Anche l'università in cui hanno ottenuto il diploma di laurea è diventata molto famosa: mai l'Università dello Stato di Bananas (che ha sin da subito creduto nel successo di questo metodo) aveva raggiunto un numero così grande di iscritti come nell'anno della pubblicazione degli studi sul metodo "A cazzo de cane". E anche l'ente di ricerche ne ha guadagnato.
Così se dovete fare un lavoro e volete farlo in fretta e senza stancarvi troppo, fatelo "A cazzo de cane"! I vostri risultati saranno positivi e anche maggiori di quello che potreste aspettarvi!
E il giovane impiegato del fast food? Ebbene si, anche lui si diverte a Dubai insieme ai ricercatori, si è sposato, ha fatto tanti figli e ha anche l'amante, secondo le indiscrezioni.
______________________
Quest'articolo non ha intenzione di attaccare in alcun modo i ricercatori, i lavoratori, gli operai, i professori e tutte quelle persone che hanno lavorato sempre con le sole loro forze, con la loro determinazione e con la convinzione di restare nell'onestà e nel rispetto stesso del lavoro, sebbene per tutto questo non siano mai stati ricompensati adeguatamente.
Nelle istruzioni e in quello che gli era stato ordinato, doveva preparare i panini sempre nello stesso modo: alla base la foglia di lattuga, poi due fette di pomodori, poi il pezzo di carne girato due volte nel suo stesso grasso e poi il formaggio. Seguì sempre queste istruzioni, finchè un giorno non si rese conto che cambiare l'ordine degli ingredienti non avrebbe cambiato assolutamente nulla al risultato finale. Così, iniziò a servire i panini con gli ingredienti tutti disposti in un modo diverso dall'altro. Il poveraccio non poteva trovare altro divertimento nel suo strabiliante ruolo di preparatore di panini.
Dopo un po' di tempo, si rese conto che non sarebbe cambiato nulla al cliente se magari avesse tolto al panino una fetta di pomodoro, mezza foglia di lattuga o un'unghia di carne. In fondo, avrebbe ricevuto lo stesso la sua paga di preparatore di panini, il suo camice e il suo trattamento quasi umano. Anzi, avrebbe pure avuto modo di riempirsi un po' lo stomaco e di saltare il pranzo. Così fece. E ogni giorno, per lui andare al lavoro era una festa.
Poi l'idea di brevettare il metodo. Un lampo di genio venuto sù nel momento in cui stava mandando giù un pezzo di carne. Stava svolgendo un lavoro a cazzo de cane, appunto, e questo non stava togliendo assolutamente nulla alla sua paga e al suo trattamento. Si presentò all'ufficio brevetti e la sua idea fu subito brevettata. Il lavoro svolto secondo il metodo "A cazzo de cane" si definisce come un lavoro compiuto con poche forze che comporta un guadagno di qualunque tipo e di qualunque misura il cui importo sia maggiore di zero.
Così, la scienza, la tecnica, e tutti i campi del lavoro da quel giorno hanno iniziato ad usare il metodo "A cazzo de cane". Recentemente, alcuni matematici e fisici hanno cercato di trovare la legge alla base di questo meccanismo. Dopo 10 anni di faticati studi sperimentando in prima persona questo tipo di metodo, purtroppo non sono arrivati ad alcuna conclusione. Gli studi sono stati finanziati da un grande ente di ricerche su questi strani brevetti, il quale ne ha pubblicato gli esiti.
In fondo, anche se non sono giunti ad una legge matematica, i ricercatori stessi sono diventati testimonianza del funzionamento di questo metodo: tutti quanti adesso vivono a Dubai, producono petrolio e mangiano caviale a colazione. Anche l'università in cui hanno ottenuto il diploma di laurea è diventata molto famosa: mai l'Università dello Stato di Bananas (che ha sin da subito creduto nel successo di questo metodo) aveva raggiunto un numero così grande di iscritti come nell'anno della pubblicazione degli studi sul metodo "A cazzo de cane". E anche l'ente di ricerche ne ha guadagnato.
Così se dovete fare un lavoro e volete farlo in fretta e senza stancarvi troppo, fatelo "A cazzo de cane"! I vostri risultati saranno positivi e anche maggiori di quello che potreste aspettarvi!
E il giovane impiegato del fast food? Ebbene si, anche lui si diverte a Dubai insieme ai ricercatori, si è sposato, ha fatto tanti figli e ha anche l'amante, secondo le indiscrezioni.
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Quest'articolo non ha intenzione di attaccare in alcun modo i ricercatori, i lavoratori, gli operai, i professori e tutte quelle persone che hanno lavorato sempre con le sole loro forze, con la loro determinazione e con la convinzione di restare nell'onestà e nel rispetto stesso del lavoro, sebbene per tutto questo non siano mai stati ricompensati adeguatamente.
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