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giovedì 26 gennaio 2012

Il mattino ha l'oro in bocca.

Ogni mattina
alla fermata del bus,
vedo i miei coetanei
schiacciarsi, spingersi
spintonarsi per
entrare in corriera
ognuno prima di 
tutti gli altri.


Così, da dietro le mie
cuffiette a basso volume,
guardo e aspetto che
finiscano di stiparsi
come buoi nella stalla
per entrare con più calma
per ultimo.


Davanti a me, che ero
l'ultimo a salire,
due ragazze una mattina:
"Siamo arrivate in tempo!"
"Già, in tempo in tempo
prima di salire per ultime."
e, con disgusto, guardandomi
l'altra dice: "Già, che schifo
essere gli ultimi!"


Care ragazze,
meno male che ci sono
persone come voi,
mi sapete far ridere
ogni mattina e,
finché ci sarete,
potrò star sicuro
che nessuno di voi
mi fregherà il posto.

mercoledì 5 ottobre 2011

Lavarsi.

  L'uomo puzza. Quando l'uomo si è reso conto di puzzare e di farsi schifo da solo, ha inventato i deodoranti, gli sciàmpi, i bagnodoccia, i bagnocrema, i docciaschiuma, i docciacrema, bagnocaldo e bagnomarìa.
  Come ogni cosa che è stata inventata, però, mentre molti ne usufruiscono senza troppi problemi e con il sorriso sulle labbra, per alcune persone, invece, quella stessa cosa sembra essere completamente inutile.


  Questa mattina stavo in corriera. Come accade raramente, avevo trovato un posto a sedere. Mi siedo. Entra un bel po' di gente, molti restano in piedi. Un ragazzo, doveva avere la mia età, resta in piedi proprio vicino al mio posto. Occhiali da sole a mosca, maglietta sottilissima a righe di marca, jeans di marca, cinturone di marca. Gli mancava giusto il codice a barre.


  Con una mano si aggrappa ad una maniglia di fronte al mio sedile e con l'altra si tiene ad una barra di metallo. Mi guarda, dall'alto in basso, con i suoi occhiali da mosca e i suoi capelli ricoperti di qualcosa che aveva l'odore della colla di pesce. Puzza. Puzza di sudore e di fumo messi insieme. Di colpo, con la mano molla la presa della barra di metallo e inizia a giocherellare con un braccialino, quasi sbattendomelo in faccia.


  Iniziare così la giornata non è molto promettente. Continua a puzzare e a guardarmi. Sembra che la stia facendo apposta, sia a guardarmi che a puzzare. Meno male che scendo alla prima fermata, a godere di un buon profumo di benzina, cornetti caldi e smog cittadino delle 7 e 48.


  Mi chiedo spesso come mai l'apparenza abbia assunto un ruolo così importante nella nostra società. Voglio dire, a me non importa se le persone ci tengono così tanto a vestirsi bene, pettinarsi bene, comprarsi gli occhiali a mosca e fare un po' quello che gli pare. Anzi, buon per loro. Quello che ho notato, però, è che il tempo che si dedica all'abbigliamento e a queste cose si è allungato di molto. Un po' come nell'800, che le donne ci mettevano 6 ore a vestirsi e andavano in giro con le stecche di balena e il cupolone a coprire tutto dal bacino in giù. Nemmeno in questo c'è niente di male, se non un nonsoché di comico e tragico allo stesso tempo.


  Il vero problema è che le persone ci tengono così tanto a vestirsi bene che il tempo dedicato ai vestiti spesso invade ed elimina quello necessario a lavarsi. Così, di prima mattina uno esce di casa che puzza di sudore, ha l'alito di caffè e di fiatella notturna, le mutande del giorno prima e le orecchie sporche. Però è vestito bene.